Headquarter DIAL srl

  • AUTORE - arch. Stefano Tamion e arch. Fabio Vezzaro
  • FOTO (19)
  • CLIENTE - DIAL srl
  • ANNO DI REALIZZAZIONE - 2014
  • STATO - Lavori Completati
  • TIPOLOGIA - industriale agroalimentare terziario
  • DOVE - Pergine Valsugana (TN)

Descrizione

Le attività industriali, che rappresentano la componente primaria dello sviluppo economico della ricchezza, e l’urbanizzazione diffusa sotto il profilo ambientale comportano un aumento di entropia che si manifesta in numerosi elementi di degrado: emissioni gassose in atmosfera, elevati consumi energetici, paralisi della mobilità, riduzione della superficie verde del territorio, scarichi idrici nei corsi d’acqua superficiali e nelle acque sotterranee, elevata produzione di rifiuti. In questa situazione il territorio, in origine considerato risorsa strategica, si è trasformato in un vincolo che comporta non solo pesanti costi al sistema produttivo, ma determina uno scadimento della qualità della vita per tutti i cittadini e un elevato consumo di risorse. La risposta di TamionProgetti è chiara: sviluppare un progetto sostenibile, un progetto green che dia nuovi impulsi e stimoli alla riqualificazione urbana e che si confronti con il programma e le potenzialità del comune di Pergine, non è stato un’ esperimento facile, ma possibile.

L’obbiettivo della Dial srl infatti oltre ad una riorganizzazione di tipo funzionale dell’azienda è quello di proporre una riqualificazione architettonica che possa incidere anche sull’ambiente circostante qualificando un’area industriale anonima.

Uno degli strumenti più espliciti di risemantizzazione dell’architettura è, naturalmente, la decorazione. E’ questo un tema che, non possiamo che delegare al commento delle immagini; sarebbe infatti riduttivo esaurire con pochi accenni un fenomeno che invece ha un peso notevole nel progetto architettonico proposto.

Il progetto prevede anche un adeguamento estetico dei prospetti, si vuole infatti esteriorizzare la filosofia commerciale e di ricerca dell’azienda attraverso l’applicazione di un materiale “moderno” e “naturale” utilizzando lamiera tipo “Corten” opportunamente forata in modo da caratterizzare il complesso dei fabbricati e dandone una lettura  unitaria; il rivestimento diviene un “muro” che  non è solo articolato ritmicamente da una sequenza sincopata delle forature, ma che si pone in rapporto privilegiato con l’edificato circostante, cercando in modo convincente di creare un rapporto “naturale” utilizzando un materiale che è simbolo della modernità, l’acciaio.